Il caso di Lucy Letby rappresenta una delle vicende giudiziarie e umane più drammatiche, complesse e controverse della storia recente del Regno Unito. Condannata in prima battuta nel 2023 per l'omicidio di sette neonati e il tentato omicidio di altri sei (a cui si è aggiunta una quindicesima condanna per tentato omicidio nel 2024), l'ex infermiera pediatrica sta scontando l'ergastolo senza possibilità di scarcerazione (Whole Life Order).
Tuttavia, tra il 2025 e il 2026, il caso è tutt'altro che chiuso dal punto di vista dell'opinione pubblica e scientifica, un numero crescente di esperti statistici, medici e legali stanno mettendo in dubbio la solidità delle prove che l'hanno condannata, trasformando la narrazione del "mostro della corsia" in quello che alcuni definiscono il potenziale più grande errore giudiziario del secolo.
Durante gli studi svolge diversi tirocini e, subito dopo la laurea nel settembre 2011, ottiene un posto di lavoro a tempo pieno nel reparto di terapia intensiva neonatale (comunemente noto come Neonatal Unit) del Countess of Chester Hospital.
Nel 2015, Letby completa un corso di specializzazione avanzato che la qualifica per prendersi cura dei neonati più gravi e vulnerabili nelle culle di massima dipendenza clinica.
Colleghi e superiori la descrivono come un'infermiera modello: metodica, instancabile, sempre pronta a coprire i turni scoperti dei colleghi e apparentemente mossa da una profonda dedizione verso i piccoli pazienti. Nulla, nel suo background o nel suo comportamento quotidiano, lasciava presagire ciò che sarebbe emerso in seguito.
La situazione al Countess of Chester Hospital inizia a precipitare tra il giugno 2015 e il giugno 2016, in questo arco di tempo, il reparto neonatale registra un picco anomalo e inspiegabile di decessi e collassi improvvisi di neonati, molti dei quali erano nati prematuri ma considerati in condizioni stabili.
I medici consulenti del reparto notano che i bambini non rispondono alle normali manovre di rianimazione e che molti presentano strane alterazioni cutanee sul corpo (macchie violacee o rossastre che compaiono e scompaiono rapidamente). Una prima revisione interna guidata dai medici del reparto evidenzia una spaventosa coincidenza: l'infermiera Lucy Letby è quasi sempre in servizio, o designata come infermiera di riferimento, in concomitanza con i collassi dei neonati.
Nonostante i forti sospetti dei medici clinici, la direzione dell'ospedale inizialmente esita ad agire, temendo ripercussioni d'immagine e non avendo prove concrete di dolo. Nel luglio 2016, Letby viene rimossa dall'assistenza clinica diretta e spostata a un ruolo amministrativo d'ufficio. Solo nel maggio 2017 viene formalmente avviata un'indagine di polizia, denominata Operazione Hummingbird.
Il 3 luglio 2018, la polizia di Cheshire bussa alla porta di Lucy Letby, arrestandola con l'accusa di omicidio plurimo. La sua casa viene perquisita da cima a fondo, portando alla luce elementi che l'accusa utilizzerà come pilastri psicologici durante il processo:
Centinaia di documenti clinici e fogli di passaggio di consegne custoditi in casa (che Letby sosterrà di aver trattenuto per mera disattenzione o abitudine professionale).
Migliaia di ricerche su Facebook dedicate ai genitori dei bambini deceduti o collassati, effettuate spesso a mesi di distanza dagli eventi.
Appunti manoscritti confusi su foglietti di carta, tra cui il celebre post-it in cui l'infermiera aveva scritto frasi drammatiche come: "Non merito di vivere. Li ho uccisi di proposito perché non ero abbastanza brava per prendermi cura di loro", affiancate però da frasi di segno opposto come "Sono innocente".
Il processo inizia nell'ottobre 2022 presso la Crown Court di Manchester. La tesi dell'accusa descrive Letby come una manipolatrice spietata che utilizzava metodi subdoli per non lasciare tracce: iniezioni fatali di aria nel flusso sanguigno o nei sondini gastrici, sovralimentazione forzata di latte, traumi fisici agli organi interni e, in due casi, l'avvelenamento da insulina aggiunto sacche di nutrimento parenterale.
Nell'agosto 2023, dopo mesi di dibattimento e settimane di camera di consiglio, la giuria la dichiara colpevole di 7 omicidi e del tentato omicidio di 6 neonati. Viene condannata all'ergastolo ostativo, diventando la donna con il maggior numero di condanne per infanticidio nella storia britannica moderna. Un ulteriore processo di rinvio nel luglio 2024 la condanna per un altro tentato omicidio.
Dopo la fine del processo principale e la caduta delle restrizioni giornalistiche (reporting restrictions), il mondo scientifico internazionale ha iniziato ad analizzare criticamente le prove presentate in aula. Ciò che era stato venduto come un caso "di ferro" ha iniziato a mostrare profonde crepe metodologiche.
Un pannello indipendente composto da 14 esperti internazionali (medici, neonatologi, statistici), presieduto dal rinomato neonatologo Dr. Shoo Lee, ha pubblicato un rapporto dettagliato all'inizio del febbraio 2025. Le conclusioni del rapporto sono state dirompenti: secondo il pannello, non vi è alcuna prova medica oggettiva che dimostri il dolo nei decessi dei neonati.
Le principali critiche mosse alle prove del processo includono:
Uno dei fattori che più ha influenzato la giuria è stata una griglia in cui si mostrava che Letby era l'unica infermiera sempre presente in tutti i 25 casi di collasso presi in esame. Gli statistici hanno fatto notare che si tratta di un classico caso di "bias di selezione" (cherry-picking): la polizia ha isolato solo i casi in cui Letby era presente, ignorando gli altri decessi avvenuti nel reparto quando lei non era in turno.
Nel periodo incriminato, il reparto neonatale del Countess of Chester Hospital versava in condizioni disastrose. Mancava personale qualificato, i turni erano massacranti e la struttura accettava neonati con complicazioni troppo gravi per il livello di terapia intensiva che l'ospedale era autorizzato a fornire.
Diversi esperti hanno concluso che i bambini sono deceduti per cause naturali aggravate da una pessima gestione sanitaria complessiva. Il Dr. Shoo Lee ha dichiarato pubblicamente: "Se questo reparto si fosse trovato in Canada, sarebbe stato chiuso immediatamente dalle autorità per motivi di sicurezza".
Le famose macchie cutanee, descritte dall'accusa come il "marchio di fabbrica" dell'embolia gassosa da iniezione d'aria, sono state rivalutate come normali segni di decolorazione post-mortem (livor mortis) o fenomeni dovuti alla severa ipossia (mancanza di ossigeno) subita dai neonati durante le crisi sistemiche. Anche i test sull'insulina sono stati criticati, in quanto eseguiti con metodi di laboratorio non idonei a provare un avvelenamento doloso esogeno.
Nel gennaio 2026, il Crown Prosecution Service (il pubblico ministero britannico) ha confermato ufficialmente che non verranno formulate ulteriori accuse penali contro Lucy Letby in relazione ad altri casi storici esaminati dalla polizia di Cheshire.
Tuttavia, la battaglia legale si è spostata su un altro fronte caldissimo. Dopo che la Corte d'Appello ha respinto i ricorsi presentati dal team legale originario della Letby, la difesa si è rivolta alla Criminal Cases Review Commission (CCRC), l'organismo indipendente del Regno Unito incaricato di indagare sui potenziali errori giudiziari.
Come confermato dalla stessa CCRC nei primi mesi del 2026, la commissione sta attivamente esaminando una corposa documentazione inviata dai nuovi legali di Lucy Letby. Questo dossier include perizie mediche inedite, l'analisi del pannello internazionale di esperti e il rapporto redatto da Stuart Clifton, un investigatore veterano in pensione (famoso per aver guidato le indagini sul serial killer Beverley Allitt negli anni '90) il quale, analizzando gli atti del processo Letby, si è detto "totalmente convinto dell'innocenza della donna", definendo il caso come "il più grande errore giudiziario di questo secolo".
Il lavoro della CCRC richiede tempo, poiché l'organismo deve valutare se le nuove evidenze scientifiche abbiano il peso legale necessario per costringere la Corte d'Appello a riaprire interamente il processo. Nel frattempo, l'opinione pubblica britannica resta spaccata tra chi vede in Lucy Letby una fredda assassina e chi la considera il capro espiatorio perfetto, sacrificato per coprire i fallimenti sistemici e strutturali del servizio sanitario nazionale (NHS).
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