Aileen Wuornos
Vittima, carnefice, autodifesa e premeditazione
Aileen Wuornos
Vittima, carnefice, autodifesa e premeditazione
La Florida, tra il 1989 e il 1990 è stato il teatro di una delle più inquietanti parabole criminali della storia americana. Per mesi, la polizia locale ha rinvenuto corpi di uomini di mezza età, abbandonati tra la boscaglia, freddati da colpi di calibro .22. Non si trattava dell'opera di un predatore seriale nel senso classico del termine, ma di una preda che aveva deciso di trasformarsi in cacciatrice. Quella firma apparteneva ad Aileen Wuornos, la donna che i media avrebbero tragicamente ribattezzato "Monster", considerata una delle prime serial killer donne degli Stati Uniti a uccidere con modalità tipicamente maschili: per strada, usando un'arma da fuoco, e colpendo sconosciuti.
Per capire la violenza esplosa alla fine degli anni Ottanta, è necessario fare un passo indietro fino a Rochester, nel Michigan, dove Aileen Carol Wuornos nasce il 29 febbraio 1956. La sua esistenza sembra essere segnata dal disastro ancor prima di iniziare. Il padre, Leo Dale Pittman, è uno psicopatico affetto da schizofrenia e condannato per abusi su minori, che finirà per impiccarsi in carcere. La madre, Diane Wuornos, la abbandona quando ha appena quattro anni, lasciando Aileen e il fratello maggiore Keith ai nonni materni, Lauri e Britta.
Quello che avrebbe dovuto essere un rifugio si trasforma in un incubo. Il nonno è un uomo violento e alcolizzato, e diverse testimonianze successive suggeriranno la presenza di abusi fisici e sessuali continui all'interno delle mura domestiche. A soli undici anni, Aileen inizia a prostituirsi a scuola in cambio di sigarette, dolci o piccoli favori. A quattordici anni rimane incinta a seguito di uno stupro subito da un amico di famiglia; il bambino viene dato in adozione e Aileen viene cacciata di casa, costretta a vivere nei boschi all'interno di un'auto abbandonata.
Da quel momento, la vita di Aileen diventa un vagabondaggio senza meta. L'alcol e le droghe diventano i suoi unici anestetici contro una realtà brutale. Tenta di rifarsi una vita in Florida, dove nel 1976 sposa un anziano e facoltoso armatore di 69 anni, Lewis Gratz Beltzer. Ma la rabbia repressa di Aileen è ormai un fiume in piena: aggredisce il marito con il suo stesso bastone da passeggio, portando all'annullamento del matrimonio dopo sole nove settimane. La morte del fratello Keith per un cancro all'esofago, nello stesso anno, recide l'ultimo legame affettivo che la teneva ancorata alla sua vecchia vita.
Nel 1986, in un bar per motociclisti a Daytona Beach, Aileen incontra Tyria Moore. È un colpo di fulmine. Le due donne iniziano una tormentata relazione sentimentale e si stabiliscono in vari motel della Florida centrale. Per mantenere entrambe, Aileen torna a fare l'unica cosa che conosce: fare l'autostop lungo le superstrade statali, offrendo prestazioni sessuali ai camionisti e agli automobilisti di passaggio.
Il fragile equilibrio si spezza definitivamente il 30 novembre 1989. Richard Mallory, un commerciante di elettronica di 51 anni, accosta per far salire Aileen. Sarà la sua prima vittima. Il corpo di Mallory verrà ritrovato un mese dopo in un'area boscosa vicino alla Interstate 4, ucciso da diversi colpi di pistola. Aileen sosterrà sempre che Mallory l'aveva brutalmente legata, picchiata e violentata nel retro del suo furgone, e di aver sparato solo per legittima difesa. Tuttavia, la scoperta successiva del passato penale dell'uomo (che era stato effettivamente condannato per tentato stupro in un altro Stato) non bastò a frenare l'escalation che seguì.
Nei mesi successivi, l'omicidio non è più un atto disperato di sopravvivenza, ma un modus operandi cinico e ripetitivo:
Giugno 1990: Viene rinvenuto il corpo di David Spears, un operaio edile di 43 anni.
Giugno 1990 (pochi giorni dopo): Charles Carskaddon, un impiegato part-time di 40 anni, viene trovato morto con nove colpi di pistola nel corpo.
Luglio 1990: Peter Siems, un missionario di 65 anni, scompare. La sua auto viene ritrovata danneggiata, e i testimoni descrivono due donne che si allontanavano dal veicolo (Aileen e Tyria). Il corpo non verrà mai ritrovato.
Luglio 1990 (fine mese): Troy Burress, un corriere di 50 anni, viene trovato morto in un'area isolata.
Settembre 1990: Dick Humphreys, un ex poliziotto di 56 anni che lavorava come esaminatore per le patenti, viene ucciso.
Novembre 1990: L'ultima vittima, Walter Jantnio Antonio, un camionista di 62 anni, viene ritrovato vicino a una strada remota nella contea di Dixie.
Il modus operandi è identico in quasi tutti i casi: gli uomini caricano Aileen, vengono portati in zone isolate, rapinati dei loro averi, della vettura e uccisi a bruciapelo.
La polizia della Florida si rende conto di trovarsi di fronte a un serial killer quando le auto delle vittime iniziano a essere ritrovate abbandonate in varie contee e i beni personali degli uccisi compaiono nei banchi dei pegni della zona. L'errore fatale di Aileen è proprio questo: lascia le sue impronte digitali e quelle di Tyria Moore sulle ricevute dei negozi di pegni dove vende le macchine fotografiche, gli attrezzi e gli orologi sottratti ai cadaveri.
I detective creano una task force e riescono a identificare le due donne. L'obiettivo diventa rintracciarle senza farle scappare. Il 9 gennaio 1991, gli agenti sotto copertura localizzano Aileen Wuornos al Last Resort, un bar per motociclisti a Port Orange. Viene arrestata con un vecchio mandato di cattura per porto d'armi abusivo e altre pendenze minori. Al momento del fermo, non oppone resistenza, convinta di poter manipolare gli investigatori.
La svolta decisiva nelle indagini arriva però attraverso il tradimento. La polizia stringe un accordo con Tyria Moore, che si era rifugiata a casa di parenti in Illinois. Tyria accetta di collaborare in cambio dell'immunità totale. Gli investigatori la sistemano in un motel e le fanno fare una serie di telefonate registrate ad Aileen, che si trova in carcere. Durante queste conversazioni, Tyria piange, si dice terrorizzata dall'idea di essere arrestata per complicità e manipola emotivamente Aileen.
L'amore e l'istinto di protezione della Wuornos verso la compagna prendono il sopravvento. Per scagionare completamente Tyria ed evitare che finisca in prigione, Aileen cede. Il 16 gennaio 1991, confessa apertamente tutti gli omicidi, dichiarando di aver agito da sola e continuando a insistere sulla tesi della legittima difesa contro i tentativi di violenza subiti dai suoi clienti.
Il primo processo ad Aileen Wuornos si apre nel gennaio del 1992 nella contea di Volusia, focalizzato sull'omicidio di Richard Mallory. L'aula di tribunale si trasforma in un circo mediatico. La difesa tenta di puntare sull'infanzia traumatica, sul disturbo di personalità borderline e sulla tesi dello stupro subìto da Mallory per giustificare la reazione della donna.
Tuttavia, l'accusa smonta implacabilmente la tesi della legittima difesa. Viene dimostrato che Aileen portava con sé l'arma già carica con l'intenzione di rapinare i clienti, e che il numero di colpi sparati (spesso alla schiena o alla testa) indicava un'intenzione puramente omicida. Il momento più drammatico del processo è la testimonianza di Tyria Moore, che sale sul banco dei testimoni contro l'ex fidanzata, descrivendola come una persona calcolatrice e fredda. Aileen, sentendosi tradita dall'unica persona che avesse mai amato, ha frequenti esplosioni di rabbia in aula, insultando i giudici e i giurati.
Il 27 gennaio 1992, la giuria emette il verdetto: colpevole di omicidio di primo grado. Per questo primo delitto viene condannata alla pena di morte. Successivamente, la Wuornos decide di dichiararsi colpevole anche per gli altri omicidi, collezionando un totale di sei condanne a morte. Durante le udienze finali, urlerà ai presenti:
"Spero che veniate violentati anche voi, brutti stronzi!"
a testimonianza di una mente ormai completamente devastata dal risentimento e dalla psicosi.
Aileen trascorre dieci anni nel braccio della morte della prigione statale della Florida. In questo periodo, la sua salute mentale si deteriora visibilmente. Inizia a sviluppare forti manie di persecuzione, sostenendo che le guardie carcerarie stiano cercando di avvelenarla con il cibo o di controllarle la mente attraverso i sistemi di aerazione del carcere.
Nel 2001, stanca dei continui rinvii e delle battaglie legali portate avanti dai suoi avvocati d'ufficio, che lei accusa di voler solo fare soldi sulla sua pelle, Aileen decide di licenziare la sua difesa e di rinunciare a tutti i ricorsi rimanenti. In una lettera inviata alla Corte Suprema della Florida scrive:
"Ho ucciso quegli uomini, li ho derubati a sangue freddo, e lo rifarei. Non c'è alcun motivo terapeutico per tenermi in vita. Ho la mente piena di odio e voglio solo essere giustiziata."
Nonostante i tentativi di dimostrare che la donna non fosse sana di mente al momento di rinunciare ai ricorsi, il governatore della Florida Jeb Bush firma l'ordine di esecuzione.
Il 9 ottobre 2002, a 46 anni, Aileen Wuornos viene condotta nella camera della morte della prigione di Raiford per ricevere l'iniezione letale. Le sue ultime parole, sussurrate prima che i farmaci entrassero in circolo, rimangono un enigma intriso di delirio religioso e cinematografico:
"Vorrei solo dire che sto navigando con il rock, e che tornerò come nel film Independence Day con Gesù, il 6 giugno, proprio come nei film con la grande nave madre e tutto il resto. Tornerò."
Alle 9:47 del mattino viene dichiarata la morte. Il corpo viene cremato e le sue ceneri, per sua espressa volontà, vengono sparse sotto un albero nel suo Michigan natio, riportandola là dove quel lungo viaggio verso l'autodistruzione era cominciato.