Quella di Belle Gunness, passata alla storia con il sinistro soprannome di "Hell's Belle" (La bella dell'inferno), è una delle vicende più oscure e calcolatrici del crimine americano a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Alta quasi un metro e ottanta, forte fisicamente e dotata di una spietata intelligenza finanziaria, questa immigrata norvegese trasformò la sua fattoria di La Porte, in Indiana, in un vero e proprio mattatoio umano. Attraverso annunci matrimoniali, promesse d'amore e una micidiale combinazione di veleno e mannaia, Belle Gunness accumulò una fortuna eliminando mariti, pretendenti, lavoratori e persino i suoi stessi figli.
Il suo caso rappresenta un unicum criminologico: non solo per l'efferatezza e il numero delle vittime (stimato tra le 14 e le oltre 40 persone), ma soprattutto per il finale della sua storia, un enigma irrisolto che unisce un incendio devastante, una decapitazione misteriosa e una fuga leggendaria.
Brynhild Paulsdatter Størseth nacque il 11 novembre 1859 a Selbu, in Norvegia. Ultima di otto figli di un povero scalpellino, crebbe in una condizione di estrema indigenza.
Esiste un aneddoto oscuro legato alla sua giovinezza in Norvegia, spesso citato dai biografi come il potenziale "punto di rottura" della sua psiche: all'età di diciassette anni, mentre era incinta, Brynhild partecipò a una festa di paese dove fu aggredita fisicamente da un uomo facoltoso con un calcio all'addome, che le causò l'aborto. L'aggressore, protetto dalla sua posizione sociale, non venne mai perseguito. Molti criminologi ritengono che questo trauma abbia instillato in lei un profondo risentimento verso gli uomini e una spietata ossessione per il denaro come unico mezzo di riscatto e potere.
Nel 1881, determinata a cambiare il proprio destino, Brynhild emigrò negli Stati Uniti, stabilendosi a Chicago, dove decise di americanizzare il proprio nome in Belle.
A Chicago, nel 1884, Belle sposò il connazionale Mads Sorenson. La coppia aprì un negozio di dolciumi, ma l'attività non decollò. Poco dopo, il negozio andò misteriosamente distrutto in un incendio. Fu il primo di una lunga serie di "colpi di fortuna" legati al fuoco: Belle e il marito incassarono una cospicua somma dall'assicurazione.
Negli anni successivi, la tragedia sembrò perseguitare la famiglia Sorenson. Due dei quattro figli della coppia morirono improvvisamente a causa di "coliti acute" o "infiammazioni intestinali", i cui sintomi: crampi, vomito, agonia, erano tragicamente identici a quelli dell'avvelenamento da arsenico. Anche in questo caso, le polizze assicurative sulla vita dei piccoli vennero prontamente riscosse da Belle.
Il vero capolavoro finanziario di Belle avvenne però il 30 luglio 1900, giorno della morte di Mads Sorenson. La tempistica fu perfetta: l'uomo morì proprio nel giorno in cui si sovrapponevano la scadenza di una vecchia polizza assicurativa e l'attivazione di una nuova. Il medico di famiglia ipotizzò una congestione cerebrale, ma un altro dottore sospettò un avvelenamento da stricnina. Tuttavia, non venne eseguita alcuna autopsia approfondita. Belle incassò circa 8.500 dollari (una cifra enorme per l'epoca) e, nel 1901, usò quel denaro per acquistare una fattoria di 43 acri a La Porte, in Indiana.
Trasferitasi in Indiana con le figlie superstiti, Belle non perse tempo. Nell'aprile del 1902 sposò Peter Gunness, un macellaio locale vedovo e padre di due bambine.
La convivenza fu brevissima e funestata da un'immediata tragedia: nel giro di poche settimane, la figlia neonata di Peter morì mentre era sola in casa con Belle. Ma il destino del macellaio era segnato. Nel dicembre dello stesso anno, Peter Gunness morì a causa di quello che Belle descrisse come un tragico incidente domestico: una pesante macchina per tritare la carne e un tritacarne in ferro erano scivolati da un ripiano alto, colpendolo dritto sul cranio.
Nonostante la figlia adottiva di Belle, la quattordicenne Jennie Olsen, avesse confidato ad alcuni compagni di scuola che la matrigna aveva in realtà ucciso Peter colpendolo con una mannaia, nessuno le credette. Belle incassò altri 3.000 dollari di assicurazione. Poco tempo dopo, anche la giovane Jennie scomparve nel nulla; Belle spiegò ai vicini curiosi di averla mandata in un prestigioso college luterano in California per studiare.
Rimasta vedova per la seconda volta, con una fattoria da mandare avanti e un appetito insaziabile per il denaro, Belle Gunness perfezionò un sistema di omicidi seriali scientifico e industriale.
Iniziò a pubblicare annunci sulle rubriche dei cuori solitari dei principali giornali in lingua norvegese di Chicago e del Midwest. Gli annunci, scritti con uno stile caloroso, magnetico e apparentemente ingenuo, recitavano formule di questo tipo:
"Cercasi uomo rispettabile, proprietario di terra o con un piccolo capitale da investire in una fattoria gestita da una vedova benestante. Nessun nullafacente o avventuriero venga preso in considerazione. Solo intenzioni serie volte al matrimonio."
I pretendenti, quasi tutti immigrati scandinavi single, laboriosi e relativamente benestanti, rispondevano numerosi. Belle avviava con loro una fitta corrispondenza, inviando lettere appassionate in cui implorava il candidato prescelto di liquidare tutti i propri beni, prelevare i risparmi in contanti e raggiungerla a La Porte, mantenendo il viaggio nel più assoluto segreto.
Quando la vittima arrivava alla fattoria di La Porte con le tasche piene di denaro, veniva accolta da una padrona di casa premurosa, che preparava per lui cene abbondanti. Il rituale era quasi sempre lo stesso:
L'avvelenamento: Durante la cena di benvenuto, Belle versava massicce dosi di stricnina o arsenico nel caffè o nel cibo del pretendente.
Il colpo di grazia: Se il veleno non agiva abbastanza rapidamente o se la vittima offriva resistenza, Belle usava la sua straordinaria forza fisica per finire l'uomo colpendolo alla testa con un'ascia o una mannaia da macellaio.
Il sezionamento: Sfruttando le competenze da macellaio apprese dal secondo marito, Belle trascinava il corpo in cantina, lo spogliava e lo sezionava metodicamente. Le membra venivano separate, la carne veniva talvolta data in pasto ai maiali della fattoria, mentre le ossa venivano depositate in sacchi di tela grezza.
La sepoltura: Belle sotterrava i sacchi contenenti i resti umani nel cortile della fattoria, principalmente all'interno del recinto dei maiali o nei pressi dell'orto, coprendo il tutto con calce viva per accelerare la decomposizione e neutralizzare gli odori.
Tra i tanti che caddero nella trappola vi furono John Moe, Henry Gurholt, Olaf Svenherud e Ole B. Budsburg. Tutti arrivarono a La Porte con migliaia di dollari in contanti e svanirono nel nulla.
Per gestire la fattoria, Belle assumeva periodicamente dei braccianti. Uno di questi, Ray Lamphere, divenne non solo il suo lavoratore di fiducia, ma anche il suo amante occasionale e, inevitabilmente, il suo complice nello smaltimento dei corpi.
Lamphere era ossessivamente innamorato di Belle, un sentimento che lei manipolava a piacimento. Tuttavia, all'inizio del 1908, la relazione si incrinò. Belle si invaghì di un nuovo pretendente, Andrew Hegelein, arrivato dal South Dakota con i risparmi di una vita. Geloso e instabile, Lamphere iniziò a fare scenate pubbliche. Belle lo licenziò e lo cacciò dalla proprietà, ma Lamphere continuò ad aggirarsi nei dintorni, minacciando di rivelare i segreti custoditi sotto la terra della fattoria.
Nel frattempo, Belle commise un errore fatale. Aveva sottovalutato il legame tra Andrew Hegelein e la sua famiglia d'origine. Il fratello di Andrew, Asle Hegelein, preoccupato per l'improvvisa sparizione del fratello e insospettito dalle strane lettere d'amore firmate da Belle, decise di scriverle direttamente chiedendo spiegazioni. Belle rispose con freddezza, affermando che Andrew se n'era andato improvvisamente diretto in Norvegia. Non convinto, Asle annunciò che si sarebbe recato personalmente a La Porte per indagare.
Sentendosi braccata, Belle pianificò la sua mossa finale. Si recò in banca, ritirò quasi tutti i suoi depositi in contanti e andò dal suo avvocato per fare testamento, dichiarando di temere per la propria vita a causa delle minacce di morte del suo ex bracciante Ray Lamphere.
Nelle prime ore del 28 aprile 1908, la fattoria di La Porte venne completamente distrutta da un violentissimo incendio.
Una volta domate le fiamme, i soccorritori trovarono tra le macerie carbonizzate della cantina quattro corpi. Tre erano chiaramente identificabili come i figli di Belle: Myrtle, Lucy e Philip. Il quarto corpo era quello di una donna adulta. Tuttavia, c'era un dettaglio macroscopico e terrificante: il corpo della donna era privo della testa.
Ray Lamphere fu immediatamente arrestato con l'accusa di strage e incendio doloso. Nel frattempo, Asle Hegelein giunse a La Porte e convinse lo sceriffo locale a scavare nel cortile della fattoria per cercare il corpo di suo fratello Andrew.
Ciò che emerse dagli scavi nei giorni successivi sconvolse l'opinione pubblica americana e mondiale:
Il cortile della fattoria si rivelò essere un vero e proprio cimitero privato. Gli investigatori dissotterrarono decine di sacchi contenenti arti, torsi e teste mozzate in vari stadi di decomposizione. Tra i resti furono identificati il corpo di Andrew Hegelein, quello della giovane figlia adottiva scomparsa, Jennie Olsen, e parti anatomiche riconducibili ad almeno un'altra dozzina di uomini segnalati come scomparsi negli anni precedenti.
Il processo a Ray Lamphere, iniziato nell'autunno del 1908, divenne un evento mediatico senza precedenti. L'opinione pubblica si divise su una domanda fondamentale: il corpo decapitato trovato nella cantina apparteneva davvero a Belle Gunness?
Molti indizi suggerivano il contrario:
La taglia corporea: Belle Gunness era una donna imponente, alta circa 1,78 m e pesante oltre 90 kg. Il cadavere senza testa rinvenuto tra le macerie apparteneva a una donna alta non più di 1,60 m e decisamente più esile.
La testa mancante: La testa della donna non venne mai trovata tra le macerie, impedendo un'identificazione visiva.
La dentiera: Venne ritrovata una protesi dentaria d'oro appartenuta a Belle nel luogo dell'incendio, ma molti sostennero che potesse essere stata intenzionalmente collocata sul posto per depistare le indagini.
Lamphere fu giudicato colpevole di incendio doloso, ma fu clamorosamente assolto dall'accusa di omicidio, poiché la giuria ritenne che non vi fossero prove certe della morte di Belle Gunness. Condannato al penitenziario di Stato dell'Indiana, Lamphere morì di tubercolosi circa un anno dopo, nel dicembre del 1909.
Prima di morire, Lamphere rilasciò una confessione dettagliata al reverendo del carcere, rivelando la sconvolgente verità sul destino di Belle Gunness:
Belle non era morta nell'incendio. Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli per sfuggire alla giustizia e alla vendetta di Asle Hegelein. Giorni prima del rogo, Belle e Lamphere avevano reclutato a Chicago una donna indigente, attirandola alla fattoria con la promessa di un lavoro come governante.
La notte del 27 aprile, Belle aveva avvelenato la donna e i suoi stessi figli con il cloroformio. Successivamente, aveva decapitato il corpo della donna estranea, vestendolo con i propri abiti e posizionando la propria dentiera d'oro accanto al cadavere. Dopo aver ordinato a Lamphere di appiccare il fuoco alla casa, Belle si era fatta accompagnare dal bracciante alla vicina stazione ferroviaria, svanendo nella notte con una borsa contenente oltre 250.000 dollari in contanti, provento di anni di omicidi e truffe assicurative.
Belle Gunness non fu mai ufficialmente catturata né processata per i suoi crimini. Nel corso dei decenni successivi, vi furono innumerevoli segnalazioni di avvistamenti di "Hell's Belle" in varie parti degli Stati Uniti, sotto diversi pseudonimi.
Il caso più celebre e controverso risale al 1931 a Los Angeles, quando un'anziana donna di nome Esther Carlson venne arrestata con l'accusa di aver avvelenato con della stricnina un uomo per appropriarsi dei suoi risparmi. Diversi testimoni che avevano conosciuto Belle Gunness a La Porte affermarono che la Carlson somigliava in modo impressionante alla serial killer dell'Indiana, sia nei tratti somatici che nel modus operandi. Tuttavia, prima che potesse essere eseguita un'identificazione formale o un confronto delle impronte digitali, Esther Carlson morì di tubercolosi in carcere in attesa del processo, portando con sé il segreto nella tomba.
Nel 2008, un team di scienziati dell'Università di Indianapolis ottenne l'autorizzazione a riesumare il corpo sepolto a La Porte sotto il nome di Belle Gunness, nel tentativo di effettuare un test del DNA confrontandolo con i resti biologici presenti sulle buste delle lettere inviate da Belle ai suoi pretendenti. Purtroppo, i campioni di DNA antico si rivelarono troppo degradati per fornire un risultato conclusivo, lasciando aperto per sempre il capitolo su uno dei misteri più affascinanti e macabri della storia del crimine.
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