Harold Shipman nacque a Nottingham il 14 gennaio 1946, in una famiglia della classe operaia guidata da un padre devoto e da una madre, Vera, fortemente dominante e selettiva nelle amicizie del figlio. Fin da piccolo, Harold venne educato a sentirsi superiore ai suoi coetanei, un elemento isolante che avrebbe plasmato il suo profondo senso di onnipotenza.
Il punto di svolta drammatico della sua giovinezza arrivò all'età di diciassette anni. A sua madre venne diagnosticato un cancro polmonare terminale. Il giovane Harold trascorse mesi al suo capezzale, osservando con fascino misto a sollievo la routine del medico curante che somministrava dosi massicce di morfina per alleviare le sofferenze della donna. Vera morì nel giorno di Natale del 1963. Gli psicologi comportamentali e i criminologi concorderanno in seguito che l'atto di dispensare la vita o la morte attraverso una siringa si impresse indelebilmente nella mente del giovane Shipman proprio in quel periodo.
Nel 1965, Shipman fu ammesso alla facoltà di medicina dell'Università di Leeds. Nonostante un percorso accademico non brillante, riuscì a laurearsi nel 1970. Nello stesso periodo sposò Primrose May West, dalla quale avrebbe avuto quattro figli.
Nel 1974, Shipman ottenne il suo primo vero incarico come medico di base presso l'Abraham Ormerod Medical Centre a Todmorden, nello Yorkshire. Fu qui che emersero le prime gravi anomalie nel suo comportamento.
Nel giro di un anno, i colleghi notarono che Shipman soffriva di frequenti blackout, sbalzi d'umore e una bizzarra ossessione per l'approvvigionamento di pavidone (un potente analgesico oppiaceo). Nel 1975 venne scoperto: falsificava prescrizioni mediche a nome di ignari pazienti per ottenere enormi quantitativi di stupefacenti per uso personale.
Il consiglio medico non lo radiò, preferendo un approccio riabilitativo. Shipman fu condannato a una multa per frode e costretto a frequentare una clinica di riabilitazione per tossicodipendenti. Poco dopo, l'uomo era di nuovo libero di esercitare la professione. Nel 1977 trovò un nuovo impiego presso il Donneybrook Medical Centre di Hyde.
Ad Hyde, Shipman ricostruì da zero la sua reputazione. Si dimostrava instancabile, sempre disponibile e particolarmente premuroso nei confronti dei pazienti anziani e vulnerabili, che lo adoravano. Nel 1993, forte della fiducia accumulata, decise di mettersi in proprio aprendo un ambulatorio privato in Market Street. Fu l'inizio della fase più letale della sua carriera criminale.
Il suo modus operandi era agghiacciante nella sua ripetitività e semplicità:
La Scelta delle Vittime: Prediligeva donne anziane, spesso vedove che vivevano sole, ma non disdegnava uomini o persone più giovani se si presentava l'occasione.
La Visita a Domicilio: Shipman si presentava a casa del paziente, spesso senza essere stato chiamato, adducendo la scusa di un controllo di routine.
L'Iniezione Letale: Sfruttando la totale fiducia della vittima, iniettava una dose massiccia di diamorfina (eroina di grado medico).
La Messa in Scena: Subito dopo il decesso, Shipman modificava la scena del crimine per far sembrare la morte naturale. Spesso tornava qualche ora dopo simulando di aver appena "scoperto" il cadavere.
La Falsificazione dei Registri: Il fulcro della sua impunità risiedeva nel computer dell'ambulatorio. Shipman alterava i registri medici elettronici dei pazienti per inventare fittizi storici di malattie cardiache o insufficienze respiratorie croniche, giustificando così la morte improvvisa ed evitando che venissero disposte le autopsie.
I corpi venivano quasi sempre cremati su esplicito suggerimento del medico, distruggendo per anni ogni possibile prova chimica del delitto.
L'impunità del "Dottor Morte" durò più di vent'anni. Nel marzo del 1998, una dottoressa di un ambulatorio vicino, Linda Reynolds, espresse preoccupazione al medico legale locale per l'altissimo tasso di mortalità tra i pazienti di Shipman, unito all'insolito numero di moduli per la cremazione da lui firmati. La polizia di Greater Manchester avviò una prima indagine superficiale che venne incredibilmente archiviata per mancanza di prove. Shipman continuò a uccidere altre tre persone.
L'errore fatale che portò al suo crollo fu dettato da un improvviso eccesso di avidità. Il 24 giugno 1998 morì Kathleen Grundy, 81 anni, ex sindaca di Hyde e donna benestante. Shipman fu l'ultimo a vederla in vita e compilò il certificato attribuendo la morte a "vecchiaia".
La figlia della Grundy, Angela Woodruff, un avvocato stimato, ricevette poco dopo una copia del testamento della madre da uno studio legale sconosciuto. Il documento escludeva completamente la Woodruff e i suoi figli, lasciando l'intera eredità di 386.000 sterline a Harold Shipman.
"Mia madre non avrebbe mai fatto una cosa simile, e la firma sul foglio non era la sua. In quel momento ho capito che quell'uomo l'aveva uccisa."
-Angela Woodruff
La Woodruff denunciò immediatamente il fatto alla polizia. Questa volta l'indagine fu affidata all'ispettore capo Stan Egerton, che ordinò l'esumazione del corpo di Kathleen Grundy. L'esame tossicologico sul tessuto muscolare rivelò livelli letali di diamorfina somministrata nelle tre ore precedenti il decesso.
Il 7 settembre 1998, Harold Shipman venne arrestato. Nella sua abitazione vennero rinvenuti la macchina da scrivere utilizzata per falsificare il testamento della Grundy e una collezione di gioielli rubati alle sue vittime.
L'elemento tecnologico fu decisivo per incastrarlo definitivamente. Gli investigatori informatici analizzarono il disco rigido del computer del suo studio. Scoprirono che Shipman modificava le cartelle cliniche dei pazienti deceduti per inserire patologie inesistenti, ma il sistema operativo registrava la data e l'ora reale di modifica dei file. Emerse così che il medico alterava i dati pochi minuti dopo aver ucciso le vittime, o persino nei giorni successivi al decesso, per far coincidere i sintomi inventati con i certificati di morte.
Il processo iniziò il 5 ottobre 1999 presso la Preston Crown Court. Shipman venne formalmente accusato dell'omicidio di 15 donne tra il 1995 e il 1998 tramite iniezione letale di diamorfina, oltre che dell'accusa di falso documentale per il testamento di Kathleen Grundy.
Durante tutto il dibattimento, Shipman mantenne un atteggiamento distaccato, arrogante e sprezzante nei confronti dell'accusa, rifiutando costantemente di ammettere qualsiasi colpa o di tradire la minima emozione di fronte ai parenti delle vittime presenti in aula. La sua difesa tentò invano di sostenere che i pazienti fossero tossicodipendenti che si procuravano la sostanza da soli, una tesi smontata dalla totale assenza di tracce d'uso pregresso nei tessuti analizzati.
Il 31 gennaio 2000, dopo sei giorni di camera di consiglio, la giuria lo dichiarò colpevole di tutti i capi d'accusa. Il giudice Mr Justice Forbes lo condannò a 15 ergastoli consecutivi, con la raccomandazione che non venisse mai rilasciato.
Nel giugno del 2000 venne istituita un'ampia inchiesta pubblica guidata dal giudice Dame Janet Smith (la Shipman Inquiry) per stabilire la reale entità dei crimini del medico. La relazione finale, pubblicata in più volumi negli anni successivi, confermò uno scenario spaventoso: Shipman aveva ucciso almeno 215 dei suoi pazienti tra il 1971 e il 1998, con un forte sospetto epidemiologico per altre 45 morti sospette.
Il movente non fu mai del tutto chiarito. Ad eccezione del caso Grundy, Shipman non ottenne benefici economici significativi dagli omicidi. Gli psichiatri conclusero che l'uomo uccideva per una patologica sete di controllo, una perversa sindrome divina che lo portava a decidere arbitrariamente chi dovesse vivere e chi morire.
Il 13 gennaio 2004, il giorno prima del suo cinquantottesimo compleanno, Harold Shipman si tolse la vita impiccandosi con le lenzuola alle sbarre della sua cella nella prigione di Wakefield. Portò con sé nella tomba i segreti dei suoi innumerevoli crimini, senza aver mai espresso un briciolo di rimorso o una sola parola di spiegazione per il dolore immenso inflitto a centinaia di famiglie. Il suo caso portò a una drastica riforma delle leggi mediche nel Regno Unito, modificando radicalmente il sistema di certificazione dei decessi e il monitoraggio dei farmaci controllati.